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	<title>Low Price</title>
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	<description>Dove sono i prezzi bassi?</description>
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		<title>Agricoltura: le Aziende Agricole si Riducono di un Terzo, ma Crescono per Dimensione Aziendale</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 17:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ A distanza di oltre 10 anni dalla precedente rilevazione, l' Istat ha diffuso i dati provvisori relativi al 6° Censimento generale dell’agricoltura . Si tratta di un documento piuttosto elaborato che scandaglia il settore agricolo italiano, sulla base di 84 variabili e 152 modalità, analizzando elementi come il numero di aziende agricole , le superfici agricole per tipo di utilizzazione e le modalità di allevamento. Vediamo allora cosa è cambiato in questo lasso di tempo tra le dure rilevazioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p align="justify">
<img src="http://www.blogrisparmio.it/images/stories/Upload/images01/impresaagricola1705.gif" alt="impresaagricola1705.gif" title="agricoltura, Istat, dimensione aziendale, azienda agricola" style="float: left; margin: 5px; width: 200px; height: 150px" width="200" height="150" />A distanza di oltre 10 anni dalla<br />
precedente rilevazione, l&#8217;<span><b>Istat</b></span> ha diffuso i dati provvisori relativi<br />
al  <a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20110705_00/tav1-7nazionali.zip" target="_blank" title="permalink: Istat">6°<br />
Censimento generale dell’agricoltura</a>. Si tratta di un documento<br />
piuttosto elaborato che scandaglia il <span><b>settore agricolo </b></span>italiano,<br />
sulla base di 84 variabili e 152 modalità, analizzando elementi come<br />
il numero di<span><b> aziende agricole</b></span>, le superfici agricole per tipo di utilizzazione<br />
e le modalità di allevamento. Vediamo allora cosa è cambiato in<br />
questo lasso di tempo tra le dure rilevazioni.<br />
Secondo l&#8217;Istat il primo elemento<br />
significativo che emerge dal censimento è la progressiva concentrazione<span><b> </b></span>dei terreni agricoli e degli allevamenti in un numero<br />
sempre più ridotto di aziende agricole. In dieci anni le aziende<br />
agricole operanti in Italia si <span><b>sono ridotte di quasi un terzo</b></span><br />
(-32,2%), passando dalle 2.405.453 del 2000 alle 1.630420 unità di<br />
fine ottobre 2010. Ciò ha comportato una<span><b> c</b><b>rescita della dimensione<br />
aziendale</b></span> più che proporzionale, che è passata dai  5,5 ettari di<br />
SAU (Superficie Agricola Utile) per azienda ai 7,9 ettari nel 2010,<br />
pari al 44,4% in più. Questa situazione è stata in parte<br />
conseguenza anche delle politiche comunitarie e dell&#8217;andamento dei<br />
mercati, che hanno determinato l&#8217;uscita delle piccole aziende dal<br />
settore, favorendo la <span><b>concentrazione dell&#8217;attività agricola</b></span> e<br />
zootecnica in unità di maggiori dimensioni. Nello specifico le<br />
aziende con meno di 2 ettari di Superficie agricola utile sono<br />
passate dal rappresentare il 61,4% delle aziende agricole italiane nel 2000 al 51,1% odierno, diminuendo in termini percentuali del<br />
43,7%. Allo stesso modo le aziende con SAU compresa tra 2 e 9,9<br />
ettari sono passate dal rappresentare il 28,2% delle aziende agricole<br />
italiane nel 2000 al  33,3% odierno. Rimangono le aziende con SAU<br />
compresa tra 10 e 29,9 ettari che rappresentano oggi il  10,2% del<br />
totale delle <span><b>aziende agricole</b></span>  a fronte del 7,3% nel 2000, e quelle<br />
con SAU superiore ai 30 ettari, passate dal 3% del 2000 al 5,3%<br />
odierno.<br />
A livello di distribuzione territoriale<br />
il 54,6% delle aziende agricole italiane si concentra in cinque<br />
regioni, con in testa la Puglia dove sono presenti oltre 275 mila<br />
aziende agricole, seguita dalla Sicilia (219 mila aziende), dalla<br />
Calabria (138 mila),dalla Campania (137 mila) e dal Veneto (121<br />
mila). A livello di  Superficie Agricola Utile, la Sicilia risulta<br />
essere la regione con la maggior estensione  (1.384.043 ettari),<br />
seguita dalla Puglia (1.280.876 ettari) e dalla Sardegna ( 1.152.757<br />
ettari). Queste tre regioni insieme<br />
all&#8217;Emilia-Romagna (1.066.773 ettari) e al Piemonte (1.048.350<br />
ettari) coprono il  46%  Superficie Agricola Utile italiana. <br />
Per quanto riguarda le<span><b> principali<br />
coltivazioni dei terreni agricoli</b></span> non si registrano grosse differenze<br />
rispetto al 2000. In particolare le legnose agrarie che comprendono<br />
anche olivi, viti, agrumi e alberi da frutta, continuano ad essere le<br />
colture più diffuse tra le aziende (presenti nel 73,4% del totale),<br />
seguono i seminativi che sono coltivati dal 51,2% delle aziende<br />
agricole, mentre i prati permanenti e i pascoli sono presenti nel<br />
16,9% delle aziende agricole.
</p>
<p><a href="http://www.blogrisparmio.it/lavoro/agricoltura-le-aziende-agricole-si-riducono-di-un-terzo-ma-crescono-per-dimensione-aziendale.html">Continua&#8230;</a></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3hbInGdgtPjOFPs2tio4GXRNAeQ/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3hbInGdgtPjOFPs2tio4GXRNAeQ/0/di" border="0" ismap="true"/></a><br />
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3hbInGdgtPjOFPs2tio4GXRNAeQ/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3hbInGdgtPjOFPs2tio4GXRNAeQ/1/di" border="0" ismap="true"/></a></p>
<div>
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=0DLaFINakSA:8MgYOuP0Lhs:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=yIl2AUoC8zA" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=0DLaFINakSA:8MgYOuP0Lhs:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=dnMXMwOfBR0" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=0DLaFINakSA:8MgYOuP0Lhs:63t7Ie-LG7Y"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=0DLaFINakSA:8MgYOuP0Lhs:YwkR-u9nhCs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=YwkR-u9nhCs" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=0DLaFINakSA:8MgYOuP0Lhs:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?i=0DLaFINakSA:8MgYOuP0Lhs:F7zBnMyn0Lo" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=0DLaFINakSA:8MgYOuP0Lhs:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=7Q72WNTAKBA" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=0DLaFINakSA:8MgYOuP0Lhs:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?i=0DLaFINakSA:8MgYOuP0Lhs:V_sGLiPBpWU" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=0DLaFINakSA:8MgYOuP0Lhs:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=qj6IDK7rITs" border="0"/></a>
</div>
<p>Read more:<br />
<a target="_blank" href="http://feedproxy.google.com/~r/BlogRisparmio/~3/0DLaFINakSA/agricoltura-le-aziende-agricole-si-riducono-di-un-terzo-ma-crescono-per-dimensione-aziendale.html" title="Agricoltura: le Aziende Agricole si Riducono di un Terzo, ma Crescono per Dimensione Aziendale">Agricoltura: le Aziende Agricole si Riducono di un Terzo, ma Crescono per Dimensione Aziendale</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Spese Famiglia: i Consumi Non Crescono, Ecco Dove si Risparmia e si Spende di Più</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 15:37:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Nel 2010 la spesa medie mensile delle famiglie è stata pari a 2453 euro , un valore sostanzialmente stabile in termini reali rispetto a quello del 2009 , nonostante la dinamica inflazionistica sia cresciuta dell'1,5%. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p align="justify">
<img src="http://www.blogrisparmio.it/images/stories/Upload/Immagini%20Backend/caloconsumiistat09.gif" alt="caloconsumiistat09.gif" title="Istat, consumi, spesa famiglie, prodotti alimentari, " style="float: left; margin: 5px; width: 200px; height: 150px" width="200" height="150" />Nel 2010 la <span><b> spesa  medie mensile delle<br />
famiglie </b></span>è stata pari a<span><b> 2453 euro</b></span>, un valore sostanzialmente stabile<br />
in termini reali <a href="http://www.blogrisparmio.it/consumatori/istat-calano-ancora-i-consumi-delle-famiglie-italiane-si-risparmia-anche-sugli-alimentari.html" target="_blank" title="permalink:Istat: calano ancora i consumi delle famiglie italiane, si risparmia anche sugli alimentari">rispetto<br />
a quello del 2009</a>, nonostante la dinamica inflazionistica sia<br />
cresciuta dell&#8217;1,5%. È questo uno dei dati principali diffuso oggi<br />
dall&#8217;<a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/consfam/20110705_00/testointegrale20110705.pdf" target="_blank" title="permalink: Istat">Istat</a>,<br />
secondo cui in Italia negli scorsi 12 mesi la metà delle<span><b> famiglie</b></span> ha<br />
speso meno di 2040 euro mensili, un valore in crescita di un punto<br />
percentuali, in termini nominali, rispetto all&#8217;anno precedente.<br />
Insomma secondo l&#8217;Istituto di statistica, tenendo conte<br />
dell&#8217;inflazione, la dinamica dei <span><b>consumi delle famiglie</b></span> è stata<br />
pressoché identica a quella del 2009. In termini nominali, invece,<br />
si è passati da una spesa media mensile di 2.485 euro nel 2008, a<br />
2.442 euro nel 2009 a  2.453 euro dello scorso anno.<br />
La spesa media mensile per i <span><b>prodotti<br />
alimentari</b></span> è stata nel 2010 pari a <span><b>467 euro</b></span> mensili, mentre quella<br />
non alimentare è stata di 1987 euro mensili; entrambi i valori<br />
superano quelli del 2009 di 6 euro, risultando però  inferiori a quelli del<br />
2008. Sempre per quanto riguarda la spesa per <span><b>prodotti alimentari</b></span>,<br />
l&#8217;Istat conferma una sostanziale stabilità anche per le abitudini di<br />
acquisto, con il 69,4% delle famiglie che acquista i generi<br />
alimentari al <span><b>supermercato,</b></span> mentre il 48,5% delle famiglie continua<br />
ad acquistare il pane al negozio tradizionale. Per l’acquisto di<br />
pesce e di frutta, rispettivamente ll’11,5% e il  17% delle<br />
famiglie opta per il mercato, mentre poco più di una famiglia su<br />
dieci acquista i prodotti alimentari presso gli hard-discount.<br />
Tra le altre voci di spesa dove si<br />
registra una certa stabilità<br />
rispetto al 2009 vi sono i tabacchi,<br />
con una quota media mensile di 21 euro, le comunicazioni<br />
(48 euro),<br />
i trasporti (339 euro) e l’abbigliamento e calzature (142 euro).<br />
Cosa si è modificato allora rispetto<br />
al 2009? Secondo l&#8217;Istat gli italiani hanno ridotto le spese per la<br />
cura personale (comprese quelle per i parrucchieri e centri<br />
estetici), quelle per i <span><b>viaggi</b></span>, quelle per gli onorari dei<br />
professionisti, l’assicurazione vita e le<br />
rendite vitalizie.<br />
Inoltre cala di 4 euro mensili (-2,9%)<br />
rispetto al 2009 la spesa per i combustibili e per l&#8217;energia,<br />
tornando ad allinearsi a quella del 2008, soprattutto per quanto<br />
riguarda gas da rete e combustibili liquidi.  In leggerissimo calo<br />
anche la quota di spesa  per arredamenti, elettrodomestici e servizi<br />
per la casa (-1 euro mensile) soprattutto, sottolinea l&#8217;Istat al<br />
Nord.<br />
Segno più invece per le <span><b>spese connesse<br />
all&#8217;abitazione</b></span> (+2 euro mensili  complessivi), sopratutto per quanto<br />
riguarda le spese di condominio e quelle per i lavori di<br />
ristrutturazione, soprattutto ordinaria. Scende  però di due ero<br />
mensili la spesa per i <span><b>canoni di affitto</b></span>, pari mediamente a 370 euro<br />
( -0,5%), mentre risulta stabile la quota di famiglie che vivono in<br />
affitto (il 17,2% del totale). La rata mensile dei mutui è scesa<br />
invece del 3,13%, pari in media a 16 euro in meno del 2009 (494 euro<br />
contro 510 euro).<br />
L’aumento della quota destinata<br />
all’<span><b>istruzione</b></span>, pari a 3 euro su base mensile (il 12,5% in più<br />
rispetto al 2009) dipende, secondo il rapporto, dalle spese sostenute<br />
per tasse scolastiche, libri scolastici e lezioni private, nonché da<br />
quelle per l’alloggio e il mantenimento di studenti fuori sede.
</p>
<p><a href="http://www.blogrisparmio.it/consumatori/spese-famiglia-i-consumi-non-crescono-ecco-dove-si-risparmia-e-si-spende-di-piu.html">Continua&#8230;</a></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jjZ86Aihlq98KM6NXBYb4oCh0RI/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jjZ86Aihlq98KM6NXBYb4oCh0RI/0/di" border="0" ismap="true"/></a><br />
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		</item>
		<item>
		<title>La Cultura in Italia: un Settore Che Vale il 5% Del Pil e Dà Lavoro a 1,5 Milioni di Persone</title>
		<link>http://www.low-price.biz/la-cultura-in-italia-un-settore-che-vale-il-5-del-pil-e-da-lavoro-a-15-milioni-di-persone/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-cultura-in-italia-un-settore-che-vale-il-5-del-pil-e-da-lavoro-a-15-milioni-di-persone</link>
		<comments>http://www.low-price.biz/la-cultura-in-italia-un-settore-che-vale-il-5-del-pil-e-da-lavoro-a-15-milioni-di-persone/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 13:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[della-ricchezza]]></category>
		<category><![CDATA[italy]]></category>
		<category><![CDATA[paese]]></category>
		<category><![CDATA[rozzamente-che]]></category>
		<category><![CDATA[unioncamere]]></category>
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		<description><![CDATA[ La cultura fa parte dell'identità del nostro Paese e rappresenta uno dei migliori biglietti da visita dell'Italia nel mondo. Il rapporto tra economia e cultura è però sempre piuttosto burrascoso, tra chi ritiene un po' rozzamente che: " con la cultura non si mangi ” e chi, replica che il patrimonio artistico e culturale italiano è tanto vasto quanto mal gestito per incapacità soprattutto economico- gestionali. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p align="justify">
<img src="http://www.blogrisparmio.it/images/stories/Upload/images01/people0507.gif" alt="people0507.gif" title="Cultura, unioncamere, pil, ricchezza, valore, occupazione" style="float: left; margin: 5px; width: 200px; height: 150px" width="200" height="150" />La <span><b>cultura</b></span> fa parte dell&#8217;identità del<br />
nostro Paese e rappresenta uno dei migliori biglietti da visita<br />
dell&#8217;Italia nel mondo. Il rapporto tra <span><b>economia e cultura</b></span> è però<br />
sempre piuttosto burrascoso, tra chi ritiene un po&#8217; rozzamente che: &#8220;<span><i>con la cultura non si mangi</i></span>” e chi, replica che il patrimonio<br />
artistico e culturale italiano è tanto vasto quanto mal gestito per<br />
incapacità soprattutto economico- gestionali. A fare i conti sul<br />
<span><b>peso della cultura nell&#8217;economia nazionale</b></span> è stata Unioncamere, che,<br />
nello studio “<i>L&#8217;Italia che verrà &#8211; Industria culturale, made in<br />
Italy e territori</i>” ha stimato che il settore frutta la  Paese il<span><b><br />
4,9% della ricchezza prodotta</b></span> (pari a 68 miliardi di euro) e <span><b>dà<br />
lavoro ad un milione e mezzo di persone </b></span>(il 5,7% dell’occupazione<br />
nazionale). Insomma con la cultura, forse per qualcuno non si<br />
mangerà, tuttavia  il settore fa registrare valori superiori a<br />
quello della meccanica e dei mezzi di trasporto. Inoltre, nel<br />
triennio nero della crisi, 2007-2010, la <span><b> crescita  del valore<br />
aggiunto </b></span>delle imprese del settore della cultura è stata del 3%,<br />
pari cioè a 10 volte quella dell’economia italiana nel suo<br />
complesso (+0,3%). Nello stesso arco di tempi gli<span><b> occupati</b></span> del<br />
settore sono cresciuti di quasi un punto percentuale (+0,9%), pari<br />
cioè a 13 mila nuovi  posti di lavoro, contro una flessione<br />
complessiva dell&#8217;occupazione pari al 2,1%.<br />
Inoltre il saldo della <span><b>bilancia<br />
commerciale</b></span> del sistema produttivo culturale ha fatto registrare un<br />
attivo nel 2010 di 13,7 miliardi di euro, contro  un passivo di 29,3<br />
miliardi dell&#8217;intera economica italiana. L<span><b>&#8216;export della cultura</b></span><br />
rappresenta l&#8217;8,9% dell&#8217;export complessivo nazionale, pari a 30<br />
miliardi di euro, mentre l&#8217;import di cultura vale 16 miliardi (il<br />
4,5% del totale).<br />
Questi numeri, spiega  Unioncamere,<br />
derivano da un&#8217;accezione più “trasversale” e “profonda” di<br />
cultura, che va ad ben oltre i concetti classici  legati ai soli<br />
settori tradizionali. Nello specifico è stata prevista una<br />
classificazione in 4 macro settori: industrie culturali, industrie<br />
creative (architettura, comunicazione e branding, artigianato,<br />
design, made in Italy) patrimonio storico-artistico architettonico e<br />
performing art e arti visive.<br />
A <span><b>livello geografico</b></span> è il Nord-Ovest<br />
l&#8217;area del Paese a dare  il contributo maggiore alla creazione di<br />
valore aggiunto di matrice culturale, apportando il  34,1% del totale<br />
della <span><b>ricchezza prodotta </b></span>in Italia dal settore. Segue il centro con<br />
il 26,2% del totale, il Nord-Est con il 23,8% ed il Mezzogiorno con<br />
il residuo 15,9%. Quanto alle regioni, in testa alla classifica<br />
troviamo il<span><b> Lazio </b></span>(6,1%), seguito a ruota da Marche e Veneto (6%),<br />
mentre in coda troviamo Sardegna e Sicilia (entrambe con il 2,8%) e<br />
la  Valle d’Aosta (2,5%).
</p>
<p><a href="http://www.blogrisparmio.it/lavoro/la-cultura-in-italia-un-settore-che-vale-il-5-del-pil-e-da-lavoro-a-15-milioni-di-persone.html">Continua&#8230;</a></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1ZWF5iKuTy02PwBeQuMXaaeDiR4/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1ZWF5iKuTy02PwBeQuMXaaeDiR4/0/di" border="0" ismap="true"/></a><br />
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1ZWF5iKuTy02PwBeQuMXaaeDiR4/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1ZWF5iKuTy02PwBeQuMXaaeDiR4/1/di" border="0" ismap="true"/></a></p>
<div>
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</div>
<p>The rest is here:<br />
<a target="_blank" href="http://feedproxy.google.com/~r/BlogRisparmio/~3/n8remAZPYoI/la-cultura-in-italia-un-settore-che-vale-il-5-del-pil-e-da-lavoro-a-15-milioni-di-persone.html" title="La Cultura in Italia: un Settore Che Vale il 5% Del Pil e Dà Lavoro a 1,5 Milioni di Persone">La Cultura in Italia: un Settore Che Vale il 5% Del Pil e Dà Lavoro a 1,5 Milioni di Persone</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Controlli Fiscali: Taglio Del 20% Degli Accertamenti per PMI e Professionisti</title>
		<link>http://www.low-price.biz/controlli-fiscali-taglio-del-20-degli-accertamenti-per-pmi-e-professionisti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=controlli-fiscali-taglio-del-20-degli-accertamenti-per-pmi-e-professionisti</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 07:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
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		<category><![CDATA[adottare-questa]]></category>
		<category><![CDATA[attilio-befera]]></category>
		<category><![CDATA[delle-verifiche]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia-degli]]></category>
		<category><![CDATA[entrate]]></category>
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		<category><![CDATA[saranno-insomma]]></category>
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		<description><![CDATA[ Il direttore dell’ Agenzia dell’Entrate Attilio Befera ha comunicato la nuova politica operativa del Fisco : ridurre i controlli nei confronti di piccole imprese e professionisti, senza danneggiare l’efficacia degli interventi. La notizia era stata anticipata due settimane fa proprio dal direttore Befera, ed è stata recentemente confermata in maniera ufficiale con la direttiva 2011/92210 che è stata recapitata a tutti gli uffici regionali dell’ Agenzia delle Entrate . ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p align="justify">
<img src="http://www.blogrisparmio.it/images/stories/Upload/images01/forbici0407.gif" alt="forbici0407.gif" title="Agenzia delle Entrate, evasione fiscale, accertamenti, controlli" style="float: left; margin: 5px; width: 200px; height: 150px" width="200" height="150" />Il direttore dell’<span><b>Agenzia<br />
dell’Entrate</b></span> Attilio Befera ha comunicato la nuova politica<br />
operativa del<span><b> Fisco</b></span>: <span><b>ridurre i controlli</b></span> nei confronti di piccole<br />
imprese e professionisti, senza danneggiare l’efficacia degli<br />
interventi.<br />
La notizia era stata anticipata due<br />
settimane fa proprio dal direttore Befera, ed è stata recentemente<br />
confermata in maniera ufficiale con la direttiva 2011/92210 che è<br />
stata recapitata a tutti gli uffici regionali dell’<span><b>Agenzia delle<br />
Entrate</b></span>.
</p>
<div align="justify">
<span>È stata prevista precisamente la<br />
r<span><b>iduzione dei controlli di circa il 20%</b></span>, in virtù della quale<br />
durante il 2011 i controlli passeranno complessivamente da 221 mila a<br />
177 mila. Ci saranno insomma 45 mila controlli in meno, sul mondo dei<br />
lavoratori autonomi, dei professionisti e delle <span><b>PMI.</b></span><br />
Nonostante questo, l’Agenzia delle<br />
Entrate si propone di superare o almeno di eguagliare gli introiti<br />
raggiunti durante il 2010, che hanno raggiunto quota <a href="http://www.blogrisparmio.it/fisco/nel-2010-quasi-raddoppiata-evasione-fiscale-crescono-anche-contraffazione-e-lavoro-nero.html" target="_blank" title="permalink:Nel 2010 quasi raddoppiata l’evasione fiscale, crescono anche contraffazione e lavoro nero">10,6 miliardi di<br />
euro</a> .<br />
L’obiettivo è dunque quello di<br />
giungere ai risultati prefissati puntando più sulla qualità che<br />
sulla quantità,  cercando di effettuare attente analisi territoriali<br />
che consentano di concentrare le verifiche sulle posizioni più<br />
esposte al <span><b>rischio di evasione</b></span>.<br />
A causa di vincoli normativi, Befera ha<br />
sottolineato che non sarà possibile applicare questa diminuzione<br />
anche alle grandi imprese ed ai redditi delle persone fisiche, tra<br />
cui rientra anche il cosiddetto “<span><b>redditometro</b></span>”.  Al contrario si<br />
potrà tranquillamente adottare questa strategia per professionisti e <span><b>Pmi</b></span>, senza limitare l’efficacia dei risultati.</span><br />
<span>L’annunciata diminuzione degli<br />
accertamenti riguarderà tutte le regioni, di conseguenza per ogni<br />
regione è prevista una diminuzione del 20% sulla base delle<br />
verifiche totali. </span>
</div>
<p><a href="http://www.blogrisparmio.it/fisco/controlli-fiscali-taglio-del-20-degli-accertamenti-per-pmi-e-professionisti.html">Continua&#8230;</a></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Xm_tj08o0lVIumP3txFMkPgqwBQ/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Xm_tj08o0lVIumP3txFMkPgqwBQ/0/di" border="0" ismap="true"/></a><br />
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Xm_tj08o0lVIumP3txFMkPgqwBQ/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Xm_tj08o0lVIumP3txFMkPgqwBQ/1/di" border="0" ismap="true"/></a></p>
<div>
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=ICz_6rWlkYw:8FtQTTQ7PYY:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=yIl2AUoC8zA" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=ICz_6rWlkYw:8FtQTTQ7PYY:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=dnMXMwOfBR0" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=ICz_6rWlkYw:8FtQTTQ7PYY:63t7Ie-LG7Y"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=ICz_6rWlkYw:8FtQTTQ7PYY:YwkR-u9nhCs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=YwkR-u9nhCs" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=ICz_6rWlkYw:8FtQTTQ7PYY:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?i=ICz_6rWlkYw:8FtQTTQ7PYY:F7zBnMyn0Lo" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=ICz_6rWlkYw:8FtQTTQ7PYY:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=7Q72WNTAKBA" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=ICz_6rWlkYw:8FtQTTQ7PYY:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?i=ICz_6rWlkYw:8FtQTTQ7PYY:V_sGLiPBpWU" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=ICz_6rWlkYw:8FtQTTQ7PYY:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=qj6IDK7rITs" border="0"/></a>
</div>
<p>Read more here:<br />
<a target="_blank" href="http://feedproxy.google.com/~r/BlogRisparmio/~3/ICz_6rWlkYw/controlli-fiscali-taglio-del-20-degli-accertamenti-per-pmi-e-professionisti.html" title="Controlli Fiscali: Taglio Del 20% Degli Accertamenti per PMI e Professionisti">Controlli Fiscali: Taglio Del 20% Degli Accertamenti per PMI e Professionisti</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Manovre Finanziarie: Dal 2000 Richiesti 2588 Euro a Testa per Correggere il Deficit di Bilancio</title>
		<link>http://www.low-price.biz/manovre-finanziarie-dal-2000-richiesti-2588-euro-a-testa-per-correggere-il-deficit-di-bilancio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=manovre-finanziarie-dal-2000-richiesti-2588-euro-a-testa-per-correggere-il-deficit-di-bilancio</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 17:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[correzione-del]]></category>
		<category><![CDATA[costi-della]]></category>
		<category><![CDATA[degli-artigiani]]></category>
		<category><![CDATA[della-spesa]]></category>
		<category><![CDATA[faranno-sentire]]></category>
		<category><![CDATA[ogni-cittadino]]></category>
		<category><![CDATA[quella-del]]></category>
		<category><![CDATA[sono-succeduti]]></category>
		<category><![CDATA[troviamo-subito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.low-price.biz/manovre-finanziarie-dal-2000-richiesti-2588-euro-a-testa-per-correggere-il-deficit-di-bilancio/</guid>
		<description><![CDATA[ Nei giorni scorsi abbiamo visto che la manovra finanziaria richiede un fabbisogno complessivo di 47 miliardi di euro al 2014 e che gli effetti più consistenti dei tagli si faranno sentire nel biennio 2013-2014, anni, in ognuno dei quali sarà necessario recuperare 20 miliardi di euro. Ma differimento temporale a parte quanto costano effettivamente le manovre finanziarie ai cittadini italiani. La Cgia di Mestre, come fece anche lo scorso anno , ha calcolato gli effetti economici delle manovre correttive approvate dai vari Governi che si sono succeduti, a partire dal 2000]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p align="justify">
<img src="http://www.blogrisparmio.it/images/stories/Upload/Immagini%20Backend/taxlocalcentral280810.gif" alt="taxlocalcentral280810.gif" title="manovra finanziaria, cgia, deficit bilancio" style="float: left; margin: 5px; width: 200px; height: 150px" width="200" height="150" />Nei giorni scorsi abbiamo visto che la<br />
<a href="http://www.blogrisparmio.it/politik/manovra-finanziaria-le-misure-principali-per-il-contenimento-dei-costi-della-politica-e-della-spesa.html" target="_blank" title="permalink:Manovra Finanziaria: le Misure Principali per il Contenimento Dei Costi Della Politica e Della Spesa">manovra<br />
finanziaria</a> richiede un fabbisogno complessivo di <span><b>47 miliardi di<br />
euro</b></span> al 2014 e che gli effetti più consistenti dei tagli si faranno<br />
sentire nel biennio 2013-2014, anni, in ognuno dei quali sarà<br />
necessario recuperare 20 miliardi di euro. Ma differimento temporale<br />
a parte quanto costano effettivamente le <span><b>manovre finanziarie</b></span> ai<br />
cittadini italiani. La Cgia di Mestre, come fece <a href="http://www.blogrisparmio.it/politik/manovra-economica-tagli-ai-costi-della-politica-e-lotta-all-evasione-con-il-nuovo-redditometro.html" target="_blank" title="permalink: costi manovre finanziarie">anche<br />
lo scorso anno</a>, ha calcolato gli effetti economici delle manovre<br />
correttive approvate dai vari Governi che si sono succeduti, a<br />
partire dal 2000.  Vediamo come è andata.<br />
Secondo l&#8217;associazione degli artigiani<br />
mestrini, l&#8217;anno in corso risulta essere  quello più critico per i<br />
bilanci degli italiani, con una dimensione degli effetti delle<br />
manovre approvate di quasi <span><b>68 miliardi di euro</b></span>, di cui ben 44,9<br />
miliardi (il 66% circa) andranno a <span><b>correggere il deficit di bilancio</b></span>.<br />
Una correzione necessaria che costerà però <span><b>741 euro ad ogni<br />
cittadino </b></span>italiano.<br />
Volendo organizzare le varie<span><b> manovre<br />
finanziarie</b></span> per la dimensione economica richiesta, troviamo subito dopo quella di<br />
quest&#8217;anno. quella del 2010, con 40,63 miliardi di euro di<br />
fabbisogno, seguita da quella del 2007 (35,88 miliardi di euro) e da<br />
quella del 2009 con (29,98 miliardi di euro). Le <span><b>manovre finanziarie</b></span><br />
più leggere sono state invece quelle del 2000, con 8,78 miliardi di<br />
fabbisogno, seguita da quella del 2001 (9,96 miliardi di fabbisogno)<br />
e da quella del 2008 (11,89 miliardi di fabbisogno).  In rapporto al<br />
Pil le manovre più pesanti sono state quelle del 2011 (4,3% del<br />
Pil), seguita da quella del 2010 (2,6% del Pil) e da quella del 2007<br />
(2,3% del Pil). Viceversa le più leggere sono state quelle del 2000,<br />
pari allo 0,7% del pil, seguita da quelle del 2001 e del 2008 il cui<br />
peso è stato pari per entrambe allo 0,8% del Pil.<br />
Complessivamente le<span><b>  manovre finanziarie</b></span> hanno<br />
richiesto in termini di  risorse (maggiori entrate o riduzioni di<br />
spesa) <span><b>308,73 miliardi</b></span> di euro di cui  146,42 miliardi per correggere<br />
il deficit di bilancio (il 47,4% circa). In quasi tutte le manovre<br />
dal 2000 al 2011, parte del fabbisogno necessario è andato a<br />
correggere il deficit di bilancio, tranne nel 2001 e nel 2008.<br />
Complessivamente, calcola la Cgia, la <span><b>correzione del deficit </b></span>è<br />
costata ad ogni cittadino, in questo arco di tempo, <span><b>2588 euro</b></span>. Dietro<br />
il 2011 che è l&#8217;anno in cui la correzione del deficit pro capite è<br />
più alta, si trova il 2005 con 421 euro a cittadino, seguito dal<br />
2006 (374 euro)  e dal 2010 con 290 euro.
</p>
<p><a href="http://www.blogrisparmio.it/politik/manovre-finanziarie-dal-2000-richiesti-2588-euro-a-testa-per-correggere-il-deficit-di-bilancio.html">Continua&#8230;</a></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SRuw59mbMHKPMNvTwJILdukARok/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SRuw59mbMHKPMNvTwJILdukARok/0/di" border="0" ismap="true"/></a><br />
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SRuw59mbMHKPMNvTwJILdukARok/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SRuw59mbMHKPMNvTwJILdukARok/1/di" border="0" ismap="true"/></a></p>
<div>
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</div>
<p>More:<br />
<a target="_blank" href="http://feedproxy.google.com/~r/BlogRisparmio/~3/tdBypHEcbng/manovre-finanziarie-dal-2000-richiesti-2588-euro-a-testa-per-correggere-il-deficit-di-bilancio.html" title="Manovre Finanziarie: Dal 2000 Richiesti 2588 Euro a Testa per Correggere il Deficit di Bilancio">Manovre Finanziarie: Dal 2000 Richiesti 2588 Euro a Testa per Correggere il Deficit di Bilancio</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Piccoli Comuni Italiani: Sempre Più Patria Delle Energie Rinnovabili</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 15:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Il rapporto tra piccoli comuni , quelli con meno di cinque mila abitanti, ed energie rinnovabili si dimostra sempre più stretto e vincente. È questo uno dei dati contenuti nell'interessante volume l’ Atlante dei Piccoli Comuni 2011 , realizzato da IFEL in collaborazione con l’ Anci , in cui viene scattata una fotografica di tutte le variabili e gli indicatori che caratterizzano i 5.683 Piccoli comuni presenti in Italia. Un universo fatto di piccoli aggregati, ma assolutamente rappresentativo dell'Italia, dove risiede circa un sesto della popolazione totale e che copre il 70% del territorio italiano. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p align="justify">
<img src="http://www.blogrisparmio.it/images/stories/Upload/images01/comunescogliera0407.gif" alt="comunescogliera0407.gif" title="Piccoli comuni, Ifel, Anci, energie rinnovabili" style="float: left; margin: 5px; width: 200px; height: 150px" width="200" height="150" />Il rapporto tra <span><b>piccoli comuni</b></span>, quelli<br />
con meno di cinque mila abitanti, ed <span><b>energie rinnovabili</b></span> si dimostra<br />
sempre più stretto e vincente. È questo uno dei dati contenuti<br />
nell&#8217;interessante volume l’<a href="http://portale.webifel.it/visualizzaCms.do?metodo=visualizzaCmsAllegato&#038;idAllegato=582" target="_blank" title="permalink:Atlante dei Piccoli Comuni 2011">Atlante<br />
dei Piccoli Comuni 2011</a>, realizzato da<span><b> IFEL</b></span> in collaborazione con<br />
l’<span><b>Anci</b></span>, in cui viene scattata una fotografica di tutte le<br />
variabili e gli indicatori che caratterizzano i<span><b> 5.683 Piccoli<br />
comuni</b></span><br />
presenti in Italia. Un universo fatto di piccoli aggregati, ma<br />
assolutamente rappresentativo dell&#8217;Italia, dove risiede circa un<br />
sesto della popolazione totale e che copre il 70% del territorio<br />
italiano.<br />
Venendo all&#8217;aspetto delle <span><b>energie<br />
rinnovabili</b></span>,  il volume sottolinea che la<br />
quota percentuale di energia prodotta tramite le fonti energetiche<br />
rinnovabili è cresciuta molto negli ultimi anni, ma è soprattutto<br />
nei piccoli comuni che si rileva il <span><b>maggior numero di impianti.</b></span> Ciò<br />
è indice di come in questi comuni vi sia una grande attenzione alle<br />
tematiche connesse al risparmio energetico e alla produzione di<br />
energia fa <span><b>fonti rinnovabili</b></span>, oltre che probabilmente anche maggiori<br />
possibilità di intervento.<br />
La fonte rinnovabile maggiormente<br />
diffusa nei Piccoli Comuni è rappresentata dal <span><b>fotovoltaico</b></span>,<br />
presente con almeno un impianto in 4988 piccoli comuni (87,7% del<br />
totale). Seguono a grande distanza il mini idroelettrico  presente in<br />
689 comuni (12,1% del totale), l&#8217;<span><b>eolico</b></span> in 228 (4% del totale) e la<br />
geotermia in 130<br />
(2,3% del totale).<br />
Tra i Piccoli Comuni sono quelli con<br />
popolazione compresa tra i 1001 e i 2500 abitanti a contare il più<br />
alto<span><b> numero di impianti ad energia rinnovabile</b></span>, con  2.462 impianti,<br />
pari cioè al 40,8% del totale degli impianti presenti nei Piccoli<br />
Comuni. Seguono i piccoli comuni con  popolazione compresa tra i 2501<br />
e i 5 mila abitanti con 1892 impianti (31,3% del totale) e quelli con<br />
meno di mille abitanti con 1681 impianti (27,9%).<br />
A livello geografico il maggior numero<br />
di Piccoli Comuni in cui è installato almeno un <span><b>impianto<br />
fotovoltaico</b></span> si trova in Lombardia con 1019 comuni, pari al  20,4%<br />
del totale. Segue il Piemonte con 906 piccoli comuni, pari al 18,2%<br />
del totale dei piccoli comuni fotovoltaici e il Veneto con 316 (il<br />
6,3% del totale).<br />
Per quanto riguarda l&#8217;<span><b>eolico </b></span>il maggior<br />
numero di piccoli comuni che ospitano impianti si trova al Sud, con<br />
in testa la Campania con 31 (13,6% del totale) segue la Puglia con 28<br />
(12,3% del totale) e la Sicilia con 25  (11% del totale).<br />
Guardando  al <span><b>mini idroelettrico</b></span> sono i<br />
Piccoli Comuni piemontesi e toscani a registrare i più alti valori,<br />
con rispettivamente 161 ( il 23,4% del totale) e 155  (il 22,5% del<br />
totale). Infine per quanto riguarda il geotermico, troviamo ancora in<br />
testa il Piemonte con 56 Piccoli Comuni (il 43,1% del totale) seguito<br />
dalla Lombardia con 29 Piccoli Comuni, il 22,3% del totale.
</p>
<p><a href="http://www.blogrisparmio.it/guide/piccoli-comuni-italiani-sempre-piu-patria-delle-energie-rinnovabili.html">Continua&#8230;</a></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UBKHb_vt4wCj2fV8h8KJSJsITYk/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UBKHb_vt4wCj2fV8h8KJSJsITYk/0/di" border="0" ismap="true"/></a><br />
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<div>
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</div>
<p>Continue reading here:<br />
<a target="_blank" href="http://feedproxy.google.com/~r/BlogRisparmio/~3/_w8FyPAU65w/piccoli-comuni-italiani-sempre-piu-patria-delle-energie-rinnovabili.html" title="Piccoli Comuni Italiani: Sempre Più Patria Delle Energie Rinnovabili">Piccoli Comuni Italiani: Sempre Più Patria Delle Energie Rinnovabili</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Esame di Stato per Avvocati e Commercialisti: Presto Non Più Obbligatorio per l&#8217;Abilitazione</title>
		<link>http://www.low-price.biz/esame-di-stato-per-avvocati-e-commercialisti-presto-non-piu-obbligatorio-per-labilitazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=esame-di-stato-per-avvocati-e-commercialisti-presto-non-piu-obbligatorio-per-labilitazione</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 10:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione-dell]]></category>
		<category><![CDATA[competere-anche]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio-della]]></category>
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		<category><![CDATA[stato]]></category>
		<category><![CDATA[suggerito-anche]]></category>

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		<description><![CDATA[ Secondo un'indagine del Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), negli ultimi 5 anni il numero di laureati che ha partecipato agli esami di Stato per l'abilitazione professionale si è ridotto di oltre un quinto (-20,4%). Un dato sicuramente da non sottovalutare, che ha portato il governo, nello specifico il Ministro dell'Economia, alla definizione di un'ipotesi di riforma del settore decisamente epocale. Si tratterebbe in estrema sintesi di eliminare le restrizioni all'accesso e all'esercizio della professione, annullando l'obbligo del superamento dell'esame di Stato per l'iscrizione all'ordine e quindi per l'esercizio dell'attività professionale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p align="justify">
<img src="http://www.blogrisparmio.it/images/stories/Upload/Immagini%20Backend/affittimodelli69cdc.gif" alt="affittimodelli69cdc.gif" title="esame di stato, commercialisti, avvocati, liberalizzazione" style="float: left; margin: 5px; width: 200px; height: 150px" width="200" height="150" /><span>Secondo un&#8217;indagine del <span><b>Miur</b></span> (Ministero<br />
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), negli ultimi<br />
5 anni il numero di laureati che ha partecipato agli <a href="http://www.blogrisparmio.it/lavoro/ordini-professionali-sempre-meno-i-giovani-laureati-che-si-candidano-agli-esami-di-abilitazione.html" target="_blank" title="permalink:Ordini Professionali: Sempre Meno i Giovani Laureati Che si Candidano Agli Esami di Abilitazione">esami<br />
di Stato per l&#8217;abilitazione professionale si è ridotto</a> di oltre<br />
un quinto (-20,4%).<br />
Un dato sicuramente da non<br />
sottovalutare, che ha portato il governo, nello specifico il Ministro<br />
dell&#8217;Economia, alla definizione di un&#8217;ipotesi di <span><b>riforma del settore</b></span><br />
decisamente epocale. Si tratterebbe in estrema sintesi di eliminare<br />
le  restrizioni all&#8217;accesso e all&#8217;esercizio della professione,<br />
<span><b>annullando l&#8217;obbligo del superamento dell&#8217;esame di Stato</b></span> per<br />
l&#8217;iscrizione all&#8217;ordine e quindi per l&#8217;esercizio dell&#8217;attività<br />
professionale.  La misura inizialmente prevista nella</span><span><span><span><br />
</span><span><a href="http://www.blogrisparmio.it/politik/manovra-finanziaria-le-misure-in-materia-di-entrate-tributarie-e-di-sostegno-allo-sviluppo.html" target="_blank" title="permalink:Manovra Finanziaria: le Misure in Materia di Entrate Tributarie e di Sostegno Allo Sviluppo">manovra<br />
finanziaria</a> </span></span></span><span>è stata<br />
stralciata per non creare la levata di scudi degli ordini<br />
professionali, in un momento politico economico piuttosto complesso<br />
per l&#8217;esecutivo. Ma come spesso capita nella politica un<br />
provvedimento che esce dalla porta può spesso rientrare dalla<br />
finestra, così la <span><b>liberalizzazione delle professioni</b></span> potrebbe<br />
rientrare presto sotto forma di proposta di legge delega. Vediamo in<br />
concreto come cambierebbe la vita di studenti, praticanti, ordini<br />
professionali e professionisti già affermati.<br />
In primo luogo va detto che nella bozza<br />
di legge delega  circolata non viene prevista  l&#8217;abolizione<br />
dell&#8217;esame di stato per tutte le categorie di professionisti, ma<br />
solamente per <span><b>avvocati</b></span> e <span><b>commercialisti</b></span>. Tuttavia un&#8217;apertura anche<br />
minima in un settore decisamente chiuso quale quello della libera<br />
professione, potrebbe ben presto portare ad un liberalizzazione più<br />
ampia di tutte (o quasi) le  categorie di professionisti, obbligati al<br />
superamento dell&#8217;esame di Stato, previo tirocinio/praticantato. <br />
Per<br />
diventare commercialisti o avvocati, occorrerà  “solamente” <span><b>aver<br />
superato un periodo di tirocinio </b></span>nella  misura di tre anni per i<br />
primi e di due per i secondi. Ma le novità non finiscono qui.<br />
Infatti, per avvocati e commercialisti verrebbero a cadere le<br />
incompatibilità attualmente previste, per lo <span><b>svolgimento di attività<br />
commerciali</b></span>, o della professione di giornalista  professionista.<br />
Argomento <span><b>tariffe minime</b></span>: verrebbe<br />
introdotto il divieto di tariffe fisse o minime e la possibilità,<br />
per  gli ordini  di verificare la corrispondenza di un compenso<br />
richiesto al decoro professionale e all&#8217;importanza dell&#8217;opera.<br />
Orientamento quest&#8217;ultimo già suggerito anche dall&#8217;Autorità<br />
Antitrust.<br />
Inoltre verrebbero a cadere i limiti<br />
attualmente previsti in termini di pubblicità. In sostanza gli<br />
Ordini <span><b>non potranno vietare la pubblicità</b></span> agli iscritti per ragioni<br />
di dignità e decoro ex ante, ma potranno segnalare eventuali<br />
anomalie od abusi, riferiti a casi concreti, ex post.<br />
La deregulation del settore prevede<br />
anche  la possibilità per i professionisti di <span><b>c</b><b>ostituire società<br />
professionali di capitali</b></span>, un elemento che avvicinerebbe la<br />
professione ai modelli anglosassoni, garantendo così di competere<br />
anche in termini più internazionali. Insomma un liberalizzazione in grande<br />
stile come non se ne vedono spesso in Italia e che, come è ovvio ha<br />
fatto levare le proteste degli ordini interessati, sempre pronte per<br />
ruolo a difendere gli interessi acquisti piuttosto che lasciare più<br />
spazio al mercato e alle sue regole.</p>
<p></span>
</p>
<p><a href="http://www.blogrisparmio.it/lavoro/esame-di-stato-per-avvocati-e-commercialisti-presto-non-piu-obbligatorio-per-l-abilitazione.html">Continua&#8230;</a></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/pC1we1Agj8lGzLyA078cAsoUkpg/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/pC1we1Agj8lGzLyA078cAsoUkpg/0/di" border="0" ismap="true"/></a><br />
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<div>
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</div>
<p>Original post:<br />
<a target="_blank" href="http://feedproxy.google.com/~r/BlogRisparmio/~3/UO-IfG6fs04/esame-di-stato-per-avvocati-e-commercialisti-presto-non-piu-obbligatorio-per-l-abilitazione.html" title="Esame di Stato per Avvocati e Commercialisti: Presto Non Più Obbligatorio per l'Abilitazione">Esame di Stato per Avvocati e Commercialisti: Presto Non Più Obbligatorio per l&#8217;Abilitazione</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Figli Naturali e Figli Legittimi: la Legge Riconosce Pari Diritti ad Entrambi</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 07:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[della-parentela]]></category>
		<category><![CDATA[figli-legittimi]]></category>
		<category><![CDATA[figli-naturali]]></category>
		<category><![CDATA[figlio-naturale]]></category>
		<category><![CDATA[legittimo-anche]]></category>
		<category><![CDATA[nuova-normativa]]></category>
		<category><![CDATA[relatrice-della]]></category>
		<category><![CDATA[senza-ulteriori]]></category>
		<category><![CDATA[stata-approvata]]></category>
		<category><![CDATA[vista-giuridico]]></category>

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		<description><![CDATA[ La Camera ha approvato una proposta di legge che sancisce un’importante novità nell’ambito del diritto di famiglia , in quanto va ad equiparare a tutti gli effetti i figli legittimi ai figli naturali , ovvero quelli concepiti in assenza di vincolo matrimoniale. Dal punto di vista giuridico, dunque, esisterà esclusivamente il termine “ figli ”, senza ulteriori specificazioni, con tutti gli aspetti che ne conseguono. I figli naturali, difatti, in molti aspetti giuridici erano penalizzati rispetto ai figli legittimi, sia nel riconoscimento della parentela che anche nelle successioni , mentre con la nuova legge non ci saranno più figli di serie B, venendo così cancellate tutte le distinzione a riguardo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p align="justify">
<img src="http://www.blogrisparmio.it/images/stories/Upload/images01/bambini0307.gif" alt="bambini0307.gif" title="diritto di famiglia, codice civile, figli naturali, figli illegittimi" style="float: left; margin: 5px; width: 200px; height: 150px" width="200" height="150" />La Camera ha approvato una proposta di<br />
legge che sancisce un’importante novità nell’ambito del <span><b>diritto<br />
di famiglia</b></span>, in quanto va ad equiparare a tutti gli effetti i <span><b>figli<br />
legittimi ai figli naturali</b></span>, ovvero quelli concepiti in assenza di<br />
vincolo matrimoniale. Dal punto di vista giuridico, dunque, esisterà<br />
esclusivamente il termine “<span><b>figli</b></span>”, senza ulteriori<br />
specificazioni, con tutti gli aspetti che ne conseguono.<br />
I figli naturali, difatti, in molti<br />
aspetti giuridici erano penalizzati rispetto ai figli legittimi, sia<br />
nel riconoscimento della parentela che anche nelle <span><b>successioni</b></span>,<br />
mentre con la nuova legge non ci saranno più figli di serie B,<br />
venendo così cancellate tutte le distinzione a riguardo.<br />
La proposta di legge è stata approvata<br />
dalla Camera praticamente all’unanimità, con 477 votanti di cui<br />
476 favorevoli ed un solo astenuto, e si compone di quattro articoli<br />
che andranno a modificare il codice civile.<br />
Come ha sottolineato la relatrice della<br />
legge, Alessandra Mussolini, la nuova normativa cancella una<br />
<span><b>discriminazione</b></span> che ha fino ad oggi era presente nel  nostro<br />
ordinamento, essendo sopravvissuta anche alla riforma del diritto di<br />
famiglia del 1975. Ora la palla passa al Senato, dove con tutta<br />
probabilità subirà lo stesso esito, visto che la proposta<br />
“Modifiche al Codice civile in materia di riconoscimento e di<br />
successione ereditaria dei figli naturali&#8221;, è bipartisan,<br />
potendo così diventare presto a tutti effettiva.<br />
I figli perciò dovranno essere<br />
riconosciuti esclusivamente all’atto della nascita, e non sarà più<br />
necessaria alcuna<span><b> procedura di legittimazione</b></span>. Lo status giuridico<br />
dei figli sarà dunque uguale per tutti, di conseguenza il bambino<br />
nato acquisirà automaticamente la parentela di fratelli, zii e nonni<br />
con il semplice riconoscimento alla nascita.<br />
I <span><b>diritti del figlio</b></span> naturale vengono<br />
dunque equiparati a tutti gli effetti quelli del figlio legittimo<br />
anche per quanto riguarda le successioni: il figlio naturale può<br />
ereditare in maniera automatica da zii e nonni, i quali a loro volta<br />
potranno esercitare il diritto di visita e di intrattenere relazioni<br />
con lui a prescindere dai rapporti che intercorrono tra i genitori.
</p>
<p>

</p>
<p><a href="http://www.blogrisparmio.it/famiglia/figli-naturali-e-figli-legittimi-la-legge-riconosce-pari-diritti-ad-entrambi.html">Continua&#8230;</a></p>
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<div>
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</div>
<p>See original here:<br />
<a target="_blank" href="http://feedproxy.google.com/~r/BlogRisparmio/~3/er2KWQpHgB0/figli-naturali-e-figli-legittimi-la-legge-riconosce-pari-diritti-ad-entrambi.html" title="Figli Naturali e Figli Legittimi: la Legge Riconosce Pari Diritti ad Entrambi">Figli Naturali e Figli Legittimi: la Legge Riconosce Pari Diritti ad Entrambi</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Consumo di Droga: l’Inasprimento Delle Pene Non Fa Diminuire i Reati Connessi All&#8217;Uso</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 14:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ È stato presentato a Roma il “Libro Bianco”, a cura dell’ associazione Antigone , dedicato agli effetti sortiti a livello sociale della legge Fini-Giovanardi. La legge 49 del 2006, meglio conosciuta appunto con il nome dei due Ministri, è stata emanata 5 anni fa e prevede un inasprimento delle pene per tutti i cittadini colpevoli di reati quali la produzione, il traffico, la detenzione illecita e l’uso di sostanze stupefacenti , abolendo ogni distinzione tra “droghe leggere” e “droghe pesanti”. il Libro Bianco ha tracciato una sorta di bilancio dalla nascita di questa normativa ad oggi, analizzando tutti i principali dati relativi ai reati di questa tipologia compiuti in questi anni. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p align="justify">
<img src="http://www.blogrisparmio.it/images/stories/Upload/images01/drugs1702.gif" alt="drugs1702.gif" title="droga, reati, carceri, antigone, sanzioni" style="float: left; margin: 5px; width: 200px; height: 150px" width="200" height="150" />È stato presentato a Roma il “Libro<br />
Bianco”, a cura dell’<a href="http://www.osservatorioantigone.it/images/banners/librobianco2011.pdf" target="_blank" title="permalink: Associazione Antigone">associazione<br />
Antigone</a>, dedicato agli effetti sortiti a livello sociale della<br />
legge Fini-Giovanardi.<br />
La legge 49 del 2006, meglio conosciuta<br />
appunto con il nome dei due Ministri, è stata emanata 5 anni fa e<br />
prevede un <span><b>inasprimento delle pene</b></span> per tutti i cittadini colpevoli di<br />
reati quali la produzione, il traffico, la detenzione illecita e<br />
l’uso di <span><b>sostanze stupefacenti</b></span>, abolendo ogni distinzione tra<br />
“droghe leggere” e “droghe pesanti”. <br />
il Libro Bianco ha<br />
tracciato una sorta di bilancio dalla nascita di questa normativa ad<br />
oggi, analizzando tutti i principali dati relativi ai reati di questa<br />
tipologia compiuti in questi anni.<br />
Un elemento che emerge in maniera<br />
lampante già dalla prima analisi delle statistiche fornite è che<br />
l’<span><b>inasprimento delle pen</b></span>e non ha implicato una<span><b> diminuzione dei<br />
reati </b></span>connessi all’<span><b>uso di droga</b></span>, alla produzione ed al traffico di droga.<br />
Proprio come nel 2006, infatti, la percentuale di cittadini puniti<br />
col <span><b>carcere</b></span> per reati di questo tipo rimane elevatissima rispetto al<br />
totale dei reclusi. Questo dato risulta anzi aumentato nel periodo<br />
2006- 2010, dal momento che al primo anno in cui era in vigore la<br />
legge Fini-Giovanardi risultava pari al 28%, nel 2008 a 31%, nel 2009<br />
al 31,7% e nel 2010 al 31%.<br />
Nel 2006 si sono complessivamente<br />
verificate 39.705 segnalazioni da parte delle Autorità, numero che è<br />
cresciuto nell’anno successivo (47.932) per poi diminuire, di poco,<br />
nel 2008, con 47.093 segnalazioni.  Diminuzioni si sono registrate<br />
anche nel 2009 (38.623) e nel 2010 (32.575), anche se per via dei<br />
ritardi della raccolta dati, le rilevazioni relative agli ultimi due<br />
anni non possono ritenersi ancora consolidate.<br />
Le semplici<span><b> sanzioni amministrative</b></span> per<br />
detenzione di sostanza stupefacente ad uso personale sono invece<br />
notevolmente aumentate, addirittura più che raddoppiate tra l’anno<br />
di introduzione della legge Fini-Giovanardi ed il 2010.
</p>
<p></p>
<p><a href="http://www.blogrisparmio.it/consumatori/consumo-di-droga-inasprimento-delle-pene-non-fa-diminuire-i-reati-connessi-all-uso.html">Continua&#8230;</a></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KEZCfRTTETCkVET0TP1Dnrs-n1E/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KEZCfRTTETCkVET0TP1Dnrs-n1E/0/di" border="0" ismap="true"/></a><br />
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KEZCfRTTETCkVET0TP1Dnrs-n1E/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KEZCfRTTETCkVET0TP1Dnrs-n1E/1/di" border="0" ismap="true"/></a></p>
<div>
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=vhHVgl8AjU0:WdWRY4IpxL0:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=yIl2AUoC8zA" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=vhHVgl8AjU0:WdWRY4IpxL0:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=dnMXMwOfBR0" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=vhHVgl8AjU0:WdWRY4IpxL0:63t7Ie-LG7Y"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=63t7Ie-LG7Y" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=vhHVgl8AjU0:WdWRY4IpxL0:YwkR-u9nhCs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=YwkR-u9nhCs" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=vhHVgl8AjU0:WdWRY4IpxL0:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?i=vhHVgl8AjU0:WdWRY4IpxL0:F7zBnMyn0Lo" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=vhHVgl8AjU0:WdWRY4IpxL0:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=7Q72WNTAKBA" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=vhHVgl8AjU0:WdWRY4IpxL0:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?i=vhHVgl8AjU0:WdWRY4IpxL0:V_sGLiPBpWU" border="0"/></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?a=vhHVgl8AjU0:WdWRY4IpxL0:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BlogRisparmio?d=qj6IDK7rITs" border="0"/></a>
</div>
<p>The rest is here:<br />
<a target="_blank" href="http://feedproxy.google.com/~r/BlogRisparmio/~3/vhHVgl8AjU0/consumo-di-droga-inasprimento-delle-pene-non-fa-diminuire-i-reati-connessi-all-uso.html" title="Consumo di Droga: l’Inasprimento Delle Pene Non Fa Diminuire i Reati Connessi All'Uso">Consumo di Droga: l’Inasprimento Delle Pene Non Fa Diminuire i Reati Connessi All&#8217;Uso</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Birra Italiana: in Crescita Produzione, Consumi ed Esportazioni</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 07:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[18-513-17-836]]></category>
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		<description><![CDATA[ Il mercato della birra in Italia è in netta ripresa. È quanto emerge dai dati forniti da Assobirra, Associazione degli Industriali della Birra e del Malto che riunisce le imprese italiane operanti nel settore, attive sia nella produzione che nella commercializzazione di questa diffusa bevanda alcolica. I dati relativi all’anno 2010 hanno evidenziato, infatti, un aumento sia della produzione che dei consumi , con soprattutto l’export, tornato su livelli importanti, a trascinare la ripresa del settore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p align="justify">
<img src="http://www.blogrisparmio.it/images/stories/Upload/images01/birra0207.gif" alt="birra0207.gif" title="birra, produzione, consumi, " style="float: left; margin: 5px; width: 200px; height: 150px" width="200" height="150" />Il mercato della <span><b>birra in Italia</b></span> è in<br />
netta ripresa. È quanto emerge dai dati forniti da Assobirra,<br />
Associazione degli Industriali della Birra e del Malto che riunisce<br />
le imprese italiane operanti nel settore, attive sia nella <span><b>produzione</b></span><br />
che nella commercializzazione di questa diffusa bevanda alcolica. I dati relativi all’anno 2010 hanno<br />
evidenziato, infatti, un aumento sia della produzione che dei<br />
<span><b>consumi</b></span>, con soprattutto l’export, tornato su livelli importanti, a<br />
trascinare la ripresa del settore.<br />
Nel corso del 2010 si sono<br />
complessivamente consumati in Italia 17.855 ettolitri di<span><b> birra</b></span>,<br />
ovvero mille ettolitri in più rispetto al 2009, anno in cui il<br />
settore ha risentito maggiormente della crisi. É però dal 2007  che<br />
il settore registra esclusivamente cali, con 18.513 ettolitri<br />
consumati nel 2007 e 18.513 17.836 nel 2008.<br />
Negli ultimi 4 anni si è registrato un<br />
trend pressoché analogo anche per quanto  riguarda la <span><b>produzione</b></span>:<br />
nel 2010 si sono prodotti in Italia 13.031 ettolitri di birra, una<br />
quota superiore di quasi il 2% rispetto all’anno “nero” del<br />
2009, quando si sono prodotti 12.776 ettolitri complessivi. Negli<br />
ultimi anni, però si è osservata una riduzione graduale della<br />
produzione, passata dai 13.462 ettolitri del 2007 ai 13.343 ettolitri<br />
del 2008.<br />
A contribuire all’incremento del<br />
business delle<span><b> birra italiana</b></span> vi sono senza dubbio le<br />
esportazioni, una realtà che nel corso degli ultimi 4 anni, invece,<br />
è stata in crescita costante: nel 2007 si sono esportati 1.068<br />
ettolitri di birra, nel 2008 1.503 (+40,7%), nel 2009 1.743 (+15,6%)<br />
e nel 2010 1.865 (+7%). Un trend che sottolinea, insomma, come i<br />
<span><b>prodotti alimentari</b></span> italiani siano sempre più apprezzati all’estero. In<br />
proposito, secondo la Coldiretti, il fascino  della <span><b>birra italiana</b></span><br />
conquista sempre più i consumatori d&#8217;Oltremanica, con un aumento<br />
delle <span><b>esportazioni </b></span>verso la Gran Bretagna del 37%. Decisamente<br />
positivo anche il dato delle esportazioni verso gli Stati Uniti, che<br />
sono il più grande consumatore mondiale di birra, cresciute su base<br />
annua del 39%.
</p>
<p>
]]></content:encoded>
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